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Perchè il reiki funziona
Il Reiki è energia universale che si è fatta individuale, è energia che è entrata a far parte di noi al momento del concepimento ed ha contribuito alla formazione dei nostri organi, della nostra struttura, della nostra pelle. Il Reiki, quindi, così come il sangue, circola ed è presente in ogni parte del nostro corpo. Entra dai nostri chakra e raggiunge i nostri canali energetici principali: sushumna, ida e pingala. Quindi attraverso le nadi raggiunge ogni parte del nostro corpo fornendogli energia vitale. Reiki è’ la nostra energia che diviene manifesta nelle cose che diciamo, in quelle che facciamo, in quelle che pensiamo e che a sua volta modifica ed è modificata dalle esperienze che viviamo, dalle emozioni, dai nostri pensieri, dai nostri schemi mentali.
Appare chiaro, dunque che in noi interagiscono più piani: fisico, mentale, emozionale e spirituale, e che questi agiscono come un grande meccanismo ad incastri: il modificarsi di uno porta di conseguenza il modificarsi di tutti gli altri.
Relazioni fra i piani
Dal momento in cui nasciamo, infatti, viviamo una serie di esperienze che determinano a poco a poco la nostra struttura mentale la quale influenzerà sempre più il nostro modo di fruire delle esperienze che vivremo, la scelta di quali azioni compiere, ma anche il nostro gusto, la nostra considerazione di ciò che è bene e ciò che è male. Avremo, in altre parole, un bagaglio mentale ed emotivo al quale faremo sempre riferimento e che condizionerà la nostra vita. Ci saranno quindi degli elementi, interni o esterni a noi, che favoriranno delle nostre azioni o pensieri e altri che, invece, li inibiranno. In conseguenza di ciò talune di queste inibizioni determineranno dei blocchi che, così come a livello psicologico hanno la funzione di preservarci da quella che potrebbe essere una frustrazione o una cosiddetta “cattiva esperienza”, a livello energetico hanno la funzione di permetterci la difesa dal mondo esterno e, talvolta, anche dal nostro mondo interiore attuando una mediazione tra il nostro mondo istintuale e quello mentale, inducendoci a compiere atti tesi alla nostra sopravvivenza.
Il nostro aspetto psicologico è così collegato al nostro mondo fisico in cui riversiamo i nostri punti di sfogo (vedi le malattie psicosomatiche), così come la percezione del nostro fisico e delle nostre azioni, ha conseguenze sul piano psicologico. Ma anche l’aspetto energetico è collegato sia al nostro aspetto psicologico che a quello fisico, in quanto un blocco energetico avrà come conseguenza il mancato apporto di energia in un chakra, collegato ad un organo, ad una ghiandola endocrina e ad un aspetto psicologico e questo potrà causare nel tempo la malattia del fisico o il cronicizzarsi di quell’aspetto patologico della psiche.
E allora perché il reiki funziona?
Il Reiki funziona perché e se noi lo vogliamo. Esso funziona nel pieno rispetto del libero arbitrio. Così tanto una malattia quanto una guarigione avviene nel pieno rispetto della nostra volontà . Il fatto stesso di volerlo implica una predisposizione, un’apertura:
• sul piano mentale: vogliamo conoscere il meccanismo che ci ha portato al blocco che viviamo ed accettiamo l’idea di un possibile cambiamento; • sul piano fisico: non attuiamo posture di difesa proprio perché mentalmente abbiamo accettato “altro”; • sul piano emotivo: l’ignoto non ci fa tanta paura perché ora siamo decisi ad affrontarlo e sappiamo che qualcuno e qualcosa ci sosterrà nel nostro cambiamento; • sul piano spirituale: questo cambiamento rappresenta solo una ulteriore tappa della nostra evoluzione spirituale, del nostro cammino verso “l’illuminazione”, verso il raggiungimento del nostro scopo nella vita.
Così il reiki ci permette di agire su ognuno di questi piani con tecniche che gli sono proprie e che intervengono proprio sul principio che dà origine al movimento di questo grande e complicato meccanismo: l’energia. Là dove ci sono blocchi dissipa e pulisce, fluidifica gli addensamenti, carica dove c’è un vuoto e scarica dove c’è un eccesso, canalizza l’energia là dove a causa di blocchi non scorreva più, sostiene durante il processo di guarigione. Il fine è quello di rendere l’energia libera di circolare.
Il Reiki, quindi, rispetta il libero arbitrio e se lo si desidera veramente e se ciò fa parte del proprio karma, del proprio processo evolutivo, la guarigione avverrà. Altra condizione è rappresentata dall’operatore e dalla sua vibrazione durante il trattamento. Egli è innanzitutto un canale neutro attraverso cui passerà l’energia universale e con la quale potrà essere da sostegno alla persona che sta trattando nel suo percorso di guarigione . Questo significa che in lui non ci sono né intenti egoici né aspettative: il suo intento sarà quello di affidarsi all’energia per il bene proprio, della persona trattata e di tutti quelli che li circondano Per ulteriori informazioni contattaci info@chintamani .it
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